Il progetto DiaBerg (I dialetti bergamaschi in rete. Preservare, valorizzare e diffondere il patrimonio culturale immateriale dell’area bergamasca) è finalizzato alla creazione di una risorsa web contenente testi in dialetto bergamasco, autentici e rappresentativi delle tradizioni culturali del territorio, da rendere liberamente accessibili e consultabili in rete. Attraverso la costruzione di un corpus di dati sia scritti sia orali provenienti da diverse fonti (per es. fiabe, racconti, poesie, articoli di giornale, interviste semistrutturate), il progetto intende documentare, valorizzare e conservare le varietà di dialetto bergamasco parlate sul territorio della provincia di Bergamo.

Esplora il progetto

Il Progetto DiaBerg

Preservare e valorizzare il patrimonio linguistico bergamasco

Il progetto DiaBerg è finanziato dall'Università degli studi di Bergamo con un assegno di ricerca biennale. Il progetto nasce con il fine di creare una risorsa web contenente testi autentici e rappresentativi delle tradizioni culturali territoriali. Contenuti testuali di diverso tipo sono digitalizzati ed elaborati tramite tecnologie computazionali, al fine di essere resi liberamente accessibili online. La consultazione dei testi sarà accessibile per mezzo di una risorsa web disponibile in rete (la piattaforma Sketch Engine), attraverso la quale verrà prodotto un modello di processazione delle varietà del bergamasco. Il corpus potrà essere utilizzato per la ricerca primariamente - ma non solo - linguistica e per la tutela e promozione delle tradizioni locali.


Scopi del progetto

DiaBerg ha diverse finalità. Sul piano teorico, porta all’avanzamento di conoscenze sulle varietà locali favorendo lo studio di fenomeni linguistici interni, oltre che extralinguistici. Sul piano metodologico, favorisce lo sviluppo di tecnologie dell’informazione e del trattamento automatico del linguaggio che possono preludere allo sviluppo di modelli applicativi riusabili su altre varietà.

DiaBerg integra la dimensione teorico-applicativa con strategie di disseminazione dei risultati presso utenti non specialisti. In particolare, la piattaforma è volta a diffondere i risultati in open access al pubblico generale, al fine di valorizzare e promuovere il patrimonio culturale locale, per agevolare la salvaguardia delle varietà locali e aumentare la consapevolezza della ricchezza linguistico-culturale del contesto bergamasco.


DiaBerg e Sketch Engine

I dati raccolti dal progetto DiaBerg sono trattati e resi interrogabili attraverso la piattaforma Sketch Engine (https://www.sketchengine.eu/), sulla quale verranno presto pubblicati. Si tratta di un software per la gestione di corpora e l'analisi testuale, il cui scopo è quello di consentire ricerche in grandi raccolte di testi in base a query complesse di diversa natura. Attraverso Sketch Engine il corpus di DiaBerg sarà lemmatizzato e marcato per parti del discorso ( PoS tagging ), per consentire agli studiosi ricerche lessicali e morfo-sintattiche.

Per l’operazione di lemmatizzazione, ci si è basati primariamente sul Vocabolario bergamasco-italiano di Tiraboschi (1873).

Il corpus DiaBerg

Il corpus del progetto DiaBerg si compone di dati scritti, trascritti e orali di bergamasco. I testi dai quali sono estratti i dati coprono un arco temporale che va dai primi del Novecento ai giorni nostri.

Al momento il corpus contiene: 54 fiabe orali trascritte da Anesa e Rondi (1981), per un totale di circa 110.000 tokens e circa 600 minuti di parlato registrato. Nel corso del 2026, si prevede di inserire anche testi scritti in bergamasco (racconti, poesie, articoli di giornale).

Le fiabe di Anesa e Rondi (1981) sono state raccolte nel corso di una serie di inchieste condotte tra il 1978 e il 1980 in Val di Scalve, Val Seriana e Val Calepio, con parlanti tra i 36 e gli 81 anni d’età. Sono trascritte secondo le norme della collana Mondo popolare in Lombardia , pubblicata dalla Regione Lombardia ( https://aess.regione.lombardia.it ).

I dati orali provengono da interviste semi-strutturate divise in tre parti, che mirano a raccogliere: informazioni basilari sul parlante, informazioni sul repertorio linguistico del parlante e sul suo passato (fiabe, episodi particolari dell’infanzia o della vita). Per condurre le interviste ci si è avvalsi di mediatori che parlano fluentemente la varietà selezionata. I punti della provincia per ora coperti dalle interviste sono: Almè, Bergamo (città alta), Boltiere, Bonate, Brembilla, Calcinate, Caravaggio, Casnigo, Costa Valle Imagna, Curnasco, Dalmine, Endine Gaiano, Fiobbio, Gandellino, Gandino, Gorno, Misano Gera d’Adda, Nese, Ponteranica, Pradalunga, Redona, Rota Imagna, Sant’Omobono Terme, Torre Boldone, Valgoglio, Zogno. Per la trascrizione delle interviste è stato adottato il sistema proposto da Sanga (1977, 1979-1980) già utilizzato nei celebri volumi curati da Sanga stesso nel 1987 e dedicati al dialetto bergamasco in città e nelle valli della provincia. Per i testi già trascritti, come le fiabe di Anesa e Rondi (1981), o scritti, si è mantenuta la veste grafica originale.

I dati del corpus saranno riversati in due piattaforme, Sketch Engine e CHANGES (https://changes.unibg.it/changes).

Chi Siamo

I membri del progetto DiaBerg

AV

Ada Valentini

Università degli studi di Bergamo ada.valentini@unibg.it

Responsabile del progetto

VP

Valentina Piunno

Università degli studi di Bergamo valentina.piunno@unibg.it

Responsabile del progetto

FV

Francesca Valcamonico

Università degli studi di Bergamo francesca.valcamonico@unibg.it

Assegnista di ricerca

VG

Vittorio Ganfi

Università degli studi di Bergamo vittorio.ganfi@unibg.it

Componente del progetto

BT

Barbara Turchetta

Università degli studi di Bergamo barbara.turchetta@unibg.it

Componente del progetto

BT

Paolo Barcella

Università degli studi di Bergamo paolo.barcella@unibg.it

Componente del progetto

Tirocinanti

FF

Federica Filippi

Università degli studi di Bergamo f.filippi@studenti.unibg.it

Tirocinante

Collaboratori esterni

MR

Marco Robecchi

Université Libre de Bruxelles marco.robecchi@ulb.be

Collaboratore

Tesi di Laurea

Tesi sviluppate nell'ambito del progetto DiaBerg

Tesi di Laurea Triennale

  • Giulia Bosio g.bosio7@studenti.unibg.it
    Titolo della tesi: "Diffusione e uso del dialetto bergamasco: un’analisi (socio)linguistica" (Relatrice Valentina Piunno)
  • Chiara Donadoni c.donadoni7@studenti.unibg.it
    Titolo della tesi: "Il dialetto bergamasco della Valle Imagna: un'indagine sociolinguistica" (Relatrice Valentina Piunno)
  • Valentina Colleoni v.colleoni2@studenti.unibg.it
    Titolo della tesi: "Il bergamasco e il territorio: iniziative a sostegno del dialetto" (Relatrice Valentina Piunno)
  • Sara Bergamelli s.bergamelli8@studenti.unibg.it
    Titolo della tesi: "Il bergamasco oggi: un'indagine sociolinguistica" (Relatrice Ada Valentini)
  • Elena Ferazzini e.ferazzini@studenti.unibg.it
    Titolo della tesi: "Il dialetto bergamasco nel 2025: variazioni d’uso tra le generazioni" (Relatrice Ada Valentini)

Tesi di Laurea Magistrale

  • Valentina Carrara (Università di Pavia) valentina.carrara02@universitadipavia.it
    Titolo della tesi: "Pòta nèh: i segnali discorsivi del bergamasco contemporaneo" (Relatrice Chiara Zanchi. Correlatrici: Ada Valentini e Valentina Piunno)
  • Federica Filippi (Università degli studi di Bergamo) f.filippi@studenti.unibg.it
    Titolo della tesi: da definire (Relatrice Valentina Piunno. Correlatrice Ada Valentini)

Diffusione e uso del dialetto bergamasco: un’analisi (socio)linguistica

Giulia Bosio · Relatrice: Valentina Piunno · Anno accademico 2024/2025

Indice

Introduzione; 1. Geografia e contesto territoriale; 2. Le radici degli studi sul bergamasco; 3. L’uso del bergamasco; 4. Conclusione; Bibliografia; Sitografia; Ringraziamenti.

Introduzione

Questa tesi nasce dal desiderio di approfondire un aspetto della mia cultura di appartenenza: il dialetto bergamasco. Crescere in un contesto in cui questa lingua era presente nel quotidiano mi ha portata a riflettere sul suo ruolo oggi, in una società in continuo cambiamento. Da qui l’idea di esplorare la diffusione e l’uso del bergamasco nel presente, cercando di capire quanto sia ancora parlato, in quali ambiti, e soprattutto con quale valore identitario venga percepito.

L’obiettivo principale del lavoro è analizzare, da una prospettiva linguistica e sociolinguistica, la situazione attuale del dialetto bergamasco: quali sono le caratteristiche linguistiche distintive, qual è la sua diffusione sul territorio, quali sono gli atteggiamenti dei parlanti nei suoi confronti, e quali iniziative esistono per promuoverlo e conservarlo. L’ipotesi di partenza è che, pur essendo meno usato rispetto al passato, il dialetto bergamasco non sia affatto scomparso. Al contrario, continua a vivere in diverse situazioni, magari in forme nuove o adattate, e ha ancora un forte valore simbolico e affettivo per molte persone.

La tesi è divisa in tre capitoli. Il primo capitolo propone una descrizione del contesto territoriale e linguistico, con focus sulle principali caratteristiche fonetiche, morfosintattiche e lessicali del dialetto. Il secondo capitolo ripercorre la storia del dialetto e degli studi sul bergamasco, con un esempio di testo scritto. Il terzo capitolo si concentra sull’uso attuale del dialetto, presentando iniziative, progetti e strumenti che ne promuovono la valorizzazione, tra cui anche un questionario da me somministrato per comprendere la percezione del dialetto oggi.

Il dialetto bergamasco della Valle Imagna: un’indagine sociolinguistica

Chiara Donadoni · Relatrice: Valentina Piunno · Anno accademico 2025/2026

Indice

Introduzione; 1. I dialetti italiani; 2. L’indagine linguistica in Valle Imagna; 3. Analisi dei dati raccolti; Conclusioni; Appendice; Bibliografia; Sitografia.

Introduzione

A partire dagli anni Novanta del secolo scorso, il dialetto bergamasco ha cominciato ad apparire nel paesaggio linguistico locale attraverso l’impiego di segnali stradali di localizzazione. Il toponimo in dialetto compare su un cartello posto a fianco di quello in italiano e ambisce a veicolare un’identità locale contrapposta a quella nazionale. Questo uso simbolico del dialetto si inserisce in un più generale fenomeno di “risorgenze dialettali”, che ha incoraggiato anche l’utilizzo dei dialetti nelle insegne di esercizi commerciali, nei messaggi pubblicitari e sulle pagine Internet e sui social network.

L’obiettivo del lavoro è verificare lo stato di salute del dialetto bergamasco in Valle Imagna, a una trentina d’anni dall’inizio di questo fenomeno che ha reso il dialetto sempre più visibile all’interno del paesaggio linguistico locale. La tesi illustra la classificazione dei dialetti italiani, con particolare attenzione ai dialetti lombardi e alla varietà parlata in Valle Imagna.

La ricerca presenta inoltre un questionario sociolinguistico sottoposto a 277 soggetti che vivono o hanno vissuto, lavorano o hanno lavorato in Valle Imagna, e ne analizza i risultati con l’obiettivo di descrivere il profilo dei parlanti, i repertori linguistici, gli ambiti d’uso e gli atteggiamenti verso il dialetto.

Il bergamasco e il territorio: iniziative a sostegno del dialetto

Valentina Colleoni · Relatrice: Valentina Piunno · Anno accademico 2024/2025

Indice

Obiettivo dello scritto; 1. Concetto di diglossia e dilalia: il caso dell’Italia; 2. Il dialetto della città di Bergamo: il bergamasco; 3. La glottophobie; 4. Rivitalizzazione del bergamasco; 5. L’uso del dialetto nel paese di Azzano San Paolo; 6. Conclusione; Bibliografia; Sitografia.

Introduzione

Questa tesi ha come obiettivo principale descrivere il dialetto della città di Bergamo, una tra le espressioni più chiare della cultura popolare della città. Il bergamasco è una lingua romanza che differisce a seconda del territorio della provincia in cui viene parlato: si distinguono principalmente il bergamasco di pianura, usato nella città e nella zona meridionale della provincia, e il bergamasco di montagna e delle valli.

Nel passato il bergamasco era molto più utilizzato rispetto a oggi: era la lingua della quotidianità e della famiglia, un veicolo identitario e il mezzo attraverso il quale valori e conoscenze venivano trasmessi di generazione in generazione. Attualmente è parlato soprattutto dalle persone più anziane, anche se eventi e opere letterarie cercano di promuoverne la conoscenza e l’uso tra i più giovani.

Il lavoro affronta la differenza tra diglossia e dilalia, descrive le principali caratteristiche linguistiche del bergamasco, considera la glottofobia e le iniziative di rivitalizzazione e analizza infine i risultati di un questionario sull’utilizzo del dialetto somministrato ai residenti di Azzano San Paolo e Bergamo.

Pòta nèh: i segnali discorsivi del bergamasco contemporaneo

Valentina Carrara · Relatrice: Chiara Zanchi · Correlatrici: Ada Valentini e Valentina Piunno · Discussa il 16 aprile 2026, Università di Pavia, con il coinvolgimento dell’Università di Bergamo.

Abstract

Nel corso degli ultimi anni i segnali discorsivi sono diventati un campo di ricerca di grande interesse per la comunità accademica. Tuttavia, nonostante il fiorire di lavori a riguardo, in particolare nell’ambito della linguistica romanza, poca attenzione è stata dedicata allo studio di questi elementi all’interno delle varietà gallo-italiche. La presente ricerca si propone come un primo passo per colmare questa lacuna, analizzando i segnali discorsivi del bergamasco contemporaneo, varietà appartenente al ramo orientale del continuum dialettale lombardo.

Gli obiettivi principali di questa ricerca sono due: catalogare i segnali discorsivi impiegati all’interno del corpus e analizzare per quali funzioni vengano usate le particelle più frequenti.

Per definizione, i segnali discorsivi sono elementi tipici della lingua parlata, pur essendo presenti anche in alcune tipologie particolari di lingua scritta che si avvicinano al parlato, come il Computer Mediated Discourse o CMD. Pertanto, se si vuole condurre un’indagine su queste parti del discorso, è necessario disporre di dati linguistici che si avvicinino il più possibile al parlato spontaneo. Per questa ragione si è deciso di analizzare dati nuovi, raccolti tramite la tecnica dell’intervista semi-strutturata, in modo da ottenere parlato autentico ma comunque chiaro e privo di alcune caratteristiche del parlato completamente spontaneo che ne renderebbero l’analisi più difficoltosa, ad esempio un numero eccessivo di sovrapposizioni di turno.

L’annotazione di questi dati ha permesso la redazione di diverse tabelle, distinguendo i segnali discorsivi appartenenti al bergamasco, quelli esclusivi dell’italiano e quelli appartenenti a entrambe le varietà. Le particelle su cui ci si concentra maggiormente sono quelle appartenenti alla prima categoria, includendo un’analisi qualitativa dei tre elementi più frequenti all’interno del corpus, ovvero pòta, nèh ed èco.

Uno dei punti di forza di questo lavoro è la presenza di un glossario contenente tutti i segnali discorsivi osservati, le funzioni per cui vengono utilizzati e, per ciascuna di esse, un esempio in contesto.

Lo studio si divide in tre parti: 1. raccolta delle produzioni di 24 parlanti attraverso interviste semi-strutturate; 2. analisi quantitativa dei dati raccolti; 3. analisi qualitativa di alcuni segnali discorsivi caratteristici. L’analisi si basa su due parametri principali: posizione all’interno dell’enunciato e funzioni comunicative. Quest’ultimo aspetto si è dimostrato particolarmente interessante, a causa dell’alta polifunzionalità di alcuni degli elementi osservati.

L’analisi ha permesso di fornire informazioni non solo sul piano pragmatico, ma anche sociolinguistico, in quanto ha confermato una situazione di contatto linguistico tra il bergamasco, varietà ormai in regresso, e l’italiano, lingua ufficiale e oggigiorno più diffusa sul territorio. Questo lavoro si inserisce inoltre nel progetto DiaBerg, un progetto di ricerca dell’Università degli Studi di Bergamo che mira a creare una risorsa web contenente testi autentici e rappresentativi del dialetto bergamasco e delle tradizioni dell’area geografica in cui viene parlato. Il contributo di questa ricerca è quello di fornire le registrazioni e le trascrizioni delle interviste realizzate, al fine di arricchire la risorsa online di nuovi testi orali, raccolti tramite tecniche di elicitazione che garantiscano la compatibilità con la raccolta, interviste semi-strutturate e narrazioni autobiografiche.

Il lavoro è strutturato in sei capitoli: dopo una breve introduzione, il capitolo 2 fornisce un quadro storico essenziale del dialetto bergamasco e una breve descrizione di questa varietà, focalizzandosi in particolare sulla sintassi, elemento fondamentale per l’analisi dei segnali discorsivi. Il capitolo 3 presenta lo stato dell’arte nell’ambito dei segnali discorsivi, illustrando le diverse caratteristiche proposte per definire questa complessa categoria di elementi del discorso, ponendo particolare attenzione alle ipotesi riguardo i meccanismi soggiacenti alla loro formazione, alla classificazione delle loro funzioni proposta da Bazzanella (1995; 2011) e agli studi sui segnali discorsivi condotti nell’ambito delle lingue galloromanze. Il quarto capitolo presenta la metodologia adottata per condurre l’analisi: il campionamento dei parlanti, la strumentazione utilizzata, il sistema di trascrizione, le norme grafiche utilizzate, lo schema di annotazione dei segnali discorsivi e le analisi operate per rilevare quali fossero le particelle più frequenti nel corpus, nonché eventuali criticità riscontrate durante la raccolta dei dati.

Nel quinto capitolo vengono esposti e discussi i risultati dell’analisi dei dati, osservando quali segnali discorsivi sono stati osservati nei dati e con quali funzioni. Particolare attenzione viene dedicata ai segnali esclusivi del bergamasco, soprattutto alle tre particelle più frequenti, ossia pòta, nèh ed èco. In questo capitolo vengono inoltre commentate le tabelle di frequenza dei segnali discorsivi bergamaschi, comuni e italiani, disponibili in appendice. Nel sesto e ultimo capitolo vengono presentate le conclusioni e le ipotesi di lavoro future.

Il bergamasco oggi: un’analisi sociolinguistica

Sara Bergamelli · Relatrice: Ada Valentini · Anno accademico 2024/2025

Indice

Introduzione; 1. Dialetto e lingua: definizioni, percezioni, criteri e distinzioni; 2. La ricerca sociolinguistica: strumenti e metodi; 3. Analisi dei risultati; Conclusioni; Bibliografia.

Introduzione

Il panorama italiano è estremamente ricco dal punto di vista linguistico. Accanto all’italiano, lingua ufficiale dell’Italia, e agli altri idiomi in uso alle varie minoranze linguistiche, convivono decine di dialetti locali e varietà regionali che rappresentano un patrimonio culturale inestimabile.

I dialetti sono molto più che semplici varietà linguistiche: sono veicoli di ricordi e vincoli familiari, costituiscono un legame profondo con il proprio passato e con le proprie radici, oltre ad essere strumenti di identità storica e di appartenenza territoriale. Oggigiorno però essi stanno via via modificandosi, o addirittura scomparendo, perché usati ormai solo in contesti caratterizzati da familiarità e amicizia, a causa del dominio dell’italiano standard, che riduce sempre più lo spazio e la necessità dell’uso del dialetto nella comunicazione quotidiana. Ciò avviene in particolare fra i giovani, che spesso ne riconoscono l’importanza e l’esigenza di preservarlo, ma sono restii a parlarlo per la scarsa conoscenza e per la percezione del dialetto come lingua delle generazioni e delle tradizioni passate.

Alla grande varietà linguistica esistente in Italia appartiene anche il dialetto bergamasco e l’obiettivo principale di questo elaborato è un’analisi sociolinguistica sul suo impiego odierno, attraverso una raccolta sistematica di dati quantitativi e qualitativi.

Il lavoro si articola in tre parti: la prima propone un quadro teorico e storico-linguistico sul concetto di dialetto in Italia, con particolare attenzione al bergamasco; la seconda è incentrata sulla metodologia della ricerca sociolinguistica; la terza è dedicata all’analisi dei risultati emersi dal sondaggio. Il questionario digitale comprende domande socio-biografiche, domande sulle competenze e sull’uso del bergamasco, sulle percezioni nei confronti del dialetto e sulla traduzione di alcune espressioni.

Questo lavoro vuole dare spazio a una realtà linguistica che continua a vivere nella società, rappresentando non solo un mezzo di comunicazione, ma anche un patrimonio da non perdere o sottovalutare.

Il dialetto bergamasco nel 2025: variazioni d’uso tra le generazioni

Elena Ferazzini · Relatrice: Ada Valentini · Anno accademico 2025/2026

Indice

Introduzione; 1. La definizione di dialetto in relazione a quella di lingua; 2. L’uso del dialetto nell’Italia contemporanea; 3. L’uso del dialetto bergamasco tra generazioni; Conclusioni; Bibliografia.

Introduzione

La nostra società ha conosciuto nel corso del tempo una serie di cambiamenti sociali e culturali, come l’incremento dell’istruzione e dei mezzi di comunicazione di massa, che hanno portato all’affermazione dell’italiano come lingua di riferimento in molti contesti relazionali. In questo modo, il dialetto ha perso sempre più vitalità e sembra essere ormai una realtà quasi abbandonata, associata per la maggior parte alle persone più anziane e destinata quindi a scomparire.

Per questo motivo, la tesi si interroga sulla possibilità che il dialetto continui a esistere, seppur in modalità diverse. Nello specifico, si chiede quale posizione occupi il dialetto nella società moderna e in che modo il suo uso vari tra le generazioni.

Per rispondere a questa domanda è stata condotta un’indagine empirica sul dialetto bergamasco, basata su un questionario somministrato a persone di tutte le età provenienti dalla provincia di Bergamo, con l’obiettivo di capire come differisca l’uso del dialetto tra le generazioni.

L’elaborato si articola in tre parti. La prima offre una definizione di dialetto in relazione a quella di lingua, delineando il quadro teorico nell’ambito della sociolinguistica. La seconda indaga in che misura il dialetto è utilizzato nell’Italia contemporanea, grazie ai dati nazionali e regionali sull’uso della lingua italiana e dei dialetti. Infine, la terza parte analizza e confronta i risultati del questionario per ogni fascia d’età.

Pubblicazioni

Ricerche e contributi scientifici del progetto DiaBerg



in stampa

"Voci e radici: verso un corpus orale di bergamasco"


Autori: V. Piunno / A. Valentini / F. Valcamonico / B. Turchetta / V. Ganfi

Atti del convegno "La Comunicazione Parlata / Spoken Communication", 19-21 giugno 2025 - Università degli studi di Foggia, https://www.studiumanistici.unifg.it/it/tutte-le-iniziative/la-comunicazione-parlata-spoken-communication-foggia-2025

Voci e radici: verso un corpus orale di bergamasco

Ada Valentini, Valentina Piunno, Vittorio Ganfi, Francesca Valcamonico, Barbara Turchetta

Riassunto

Il contributo illustra le fasi di realizzazione del progetto DiaBerg, che ha per obiettivo la creazione di un corpus (anche) orale di bergamasco, per la preservazione del patrimonio linguistico immateriale. Lo studio mostra i risultati ottenuti attraverso la somministrazione di questionari sociolinguistici, volti a delineare il profilo della comunità di parlanti e a identificare gli atteggiamenti socioculturali verso il dialetto. Dall’altro lato, si presentano le risorse linguistiche che costituiscono il corpus: trascrizioni di interviste semistrutturate (2025) e di narrazioni di fiabe (1978–1980). L’indagine descrive l’elaborazione computazionale automatica e semiautomatica condotta, evidenziando le diverse sfide connesse al trattamento di dati orali di una varietà non standard. I due campioni costituiscono una solida base di dati per lo studio di variazioni nella struttura e nell’uso del dialetto, fornendo spunti per analisi di natura linguistica, sociolinguistica, antropologica e sociale.

Parole chiave: interviste semistrutturate, questionari sociolinguistici, tradizione culturale orale

Abstract

This contribution outlines the stages involved in the development of the DiaBerg project, whose aim is to create a (partly) spoken corpus of the Bergamasque dialect in order to preserve intangible linguistic heritage. The study presents the results obtained through sociolinguistic questionnaires designed to profile the speech community and to identify sociocultural attitudes toward the dialect. The paper also describes the linguistic resources that make up the corpus: transcriptions of semi-structured interviews (2025) and recordings of folktale narratives (1978–1980). The paper illustrates the automatic and semi-automatic computational processing carried out on these materials, highlighting the various challenges associated with the treatment of spoken data of a non-standard variety. Together, the two samples compose a database for investigating variation in the structure and use of the dialect, providing insights for linguistic, sociolinguistic, anthropological, and social analyses.

Keywords: semi-structured interviews, sociolinguistic questionnaires, oral cultural tradition

Conferenze ed eventi

Partecipazione a conferenze e organizzazione di incontri, workshop e iniziative culturali

2025

Relazione a conferenza: "Voci e radici: verso un corpus orale di bergamasco"

Relatori: V. Piunno / A. Valentini / F. Valcamonico / B. Turchetta / V. Ganfi
La Comunicazione Parlata / Spoken Communication, 19-21 giugno 2025 - Università degli studi di Foggia, https://www.studiumanistici.unifg.it/it/tutte-le-iniziative/la-comunicazione-parlata-spoken-communication-foggia-2025


2025

Relazione a conferenza: "I segnali discorsivi del bergamasco contemporaneo. Risultati preliminari"

Relatori: V. Carrara
XXV edizione dei Corsi estivi di dialettologia e linguistica storica (25-29 agosto 2025, CDE Bellinzona); https://www4.ti.ch/decs/dcsu/cde/servizi/corsi-estivi


In programmazione

Presentazione Piattaforma DiaBerg

Evento di lancio della piattaforma web con presentazione delle funzionalità e delle risorse disponibili per la comunità.

Progetti collegati

CHANGES (Cultural Heritage Active Innovation For Next Gen Sustainable Society)
La Fondazione CHANGES promuove l’innovazione scientifico-tecnologica e lo sviluppo sostenibile del patrimonio culturale, connettendo ricerca di eccellenza, imprese, istituzioni e cittadini per creare una grande rete di riferimento in Italia su questi temi. Le attività svolte rientrano nell’ambito del supporto alla ricerca, della formazione e del trasferimento tecnologico nell’ambito dei beni culturali, della cultura e della tutela del patrimonio storico-culturale. Lo scopo è favorire la diffusione della cultura umanistica e della ricerca scientifica e per moltiplicare il loro impatto sul lavoro delle imprese del settore, sui territori e sulla società, in un’ottica di mutuo scambio di conoscenze e collaborazioni a tutti i livelli – locale, nazionale e internazionale.

Nello specifico, il progetto DiaBerg è legato al WP5 intitolato “Languages and their legacies in oral digital archives: synchronic interdisciplinary perspectives on multilingualism, language minorities, dialects and cultural contact in Italy” dello Spoke 3 “Digital libraries, archives and philology” del progetto PNRR CHANGES (Spoke 3).

Lo Spoke 3 è dedicato alla digitalizzazione e all'analisi delle fonti archivistiche, bibliografiche e testuali. Rendendo accessibili vari testi storici e letterari, supporta una ricerca filologica, linguistica e culturale completa, promuovendo una maggiore apprezzamento e comprensione del ricco patrimonio testuale italiano.

I dati di DiaBerg sono stati importati anche nella piattaforma CHANGES e sono interrogabili attraverso di essa. In particolare, nella piattaforma sono messi in evidenza i lemmi legati alla cultura materiale ed è possibile accedere direttamente alla risorsa testuale o orale dal quale essi provengono.

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Scrivi a: valentina.piunno@unibg.it e ada.valentini@unibg.it

Bibliografia sul bergamasco

(a cura di Francesca Valcamonico)


Agazzi Pierangelo (1987), “Il dialetto della Valle Seriana Inferiore”, in Sanga Glauco (a cura di), Lingua e dialetti di Bergamo e delle valli, Vol. II, Bergamo: Lubrina Editore, pp. 153-175.

Agazzi Pierangelo (1987), “Tipi lessicali”, in Sanga Glauco (a cura di), Lingua e dialetti di Bergamo e delle valli, Vol. II, Bergamo: Lubrina Editore, pp. 176-184.

Agazzi Pierangelo (1987), “Lessico agricolo”, in Sanga Glauco (a cura di), Lingua e dialetti di Bergamo e delle valli, Vol. II, Bergamo: Lubrina Editore, pp.185-195.

Agazzi Pierangelo (1987), “Il dialetto della Valle Seriana Superiore”, in Sanga Glauco (a cura di), Lingua e dialetti di Bergamo e delle valli, Vol. II, Bergamo: Lubrina Editore, pp. 289-302.

Agazzi Pierangelo (1987), “Tipi lessicali della Valle Seriana Superiore”, in Sanga Glauco (a cura di), Lingua e dialetti di Bergamo e delle valli, Vol. II, Bergamo: Lubrina Editore, pp. 303-310.

Agazzi Pierangelo (1987), “Lessico agricolo della Valle Seriana Superiore”, in Sanga Glauco (a cura di), Lingua e dialetti di Bergamo e delle valli, Vol. II, Bergamo: Lubrina Editore, pp. 311-315.

Bernini Giuliano (1987), “Morfologia del dialetto di Bergamo”, in Sanga Glauco (a cura di), Lingua e dialetti di Bergamo e delle valli, Vol. I, Bergamo: Lubrina Editore, pp. 83-118.

Bernini Giuliano (1987), “Il dialetto della media Valle Seriana e della Valle Gandino”, Sanga Glauco (a cura di), Lingua e dialetti di Bergamo e delle valli, Vol. II, Bergamo: Lubrina Editore, pp. 197-287.

Bernini Giuliano (2005), “Recensione a Zanetti Umberto (2004), La grammatica bergamasca. Elementi di morfologia e di sintassi della lingua della città di Bergamo”, Bergamo: Edizioni Sestante, Linguistica e Filologia, pp. 234-236.

Bernini Giuliano (2008), “Per una definizione di verbi sintagmatici: la prospettiva dialettale”, in Cini Monica (a cura di), I verbi sintagmatici in italiano e nelle varietà dialettali. Stato dell’arte e prospettive di ricerca. Atti delle giornate di studio. Torino, 19–20 febbraio 2007, Frankfurt am Main: Peter Lang, pp. 141–157.

Bernini Giuliano (2012), “Il clitico a nell’italo-romanzo settentrionale: osservazioni metodologiche”, in Borghello Giampaolo, Orioles Vincenzo (a cura di), Per Roberto Gusmani 1. Linguaggi, culture, letterature 2. Linguistica storica e teorica. Studi in ricordo, Udine: Forum, pp. 269-283.

Bernini Giuliano (2012), “Lexicalization and grammaticalization in the area of multi-word verbs: A case-study from Italo-Romance”, in Bambini Valentina, Ricci Irene, Bertinetto Pier Marco (eds.), Linguaggio e cervello – Semantica. Language and the brain – Semantics, Roma: Bulzoni, pp. 131-154.

Bernini Giuliano (2021), Different sources of convergent patterns in the Alps, Sprachtypologie und Universalienforschung, 74(1), pp. 39-71.

Bernini Giuliano, Guerini Federica, Iannàccaro Gabriele (a cura di) (2021), La presenza dei dialetti italo-romanzi nel paesaggio linguistico. Ricerche e riflessioni, Bergamo: Università degli Studi di Bergamo.

Bernini Giuliano, Sanga Glauco (1987), “Fonologia del dialetto di Bergamo”, in Sanga Glauco (a cura di), Lingua e dialetti di Bergamo e delle valli, Vol. I, Bergamo: Lubrina Editore, pp. 65-81.

Bertoni Giulio (1916), Italia dialettale, Milano: Hoepli, p. 98.

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