La comunità dei parlanti

Un primo ritratto sociolinguistico dei parlanti di bergamasco, costruito a partire dai questionari somministrati nell’ambito del progetto DiaBerg.

Per approfondimenti si rimanda al seguente articolo: Ada Valentini, Valentina Piunno, Vittorio Ganfi, Francesca Valcamonico, Barbara Turchetta, “Voci e radici: verso un corpus orale di bergamasco”, in Riccio, Anna (a cura di) La comunicazione parlata, Roma: Aracne Editrice, in stampa.

I risultati generali

I dati presentati in questa pagina derivano dai questionari sociolinguistici somministrati nell’ambito del progetto DiaBerg. I risultati generali sono frutto dell’analisi condotta per il progetto e si avvalgono anche dei dati e delle analisi sviluppati nei lavori di tesi di Valentina Colleoni, Giulia Bosio, Valentina Carrara, Chiara Donadoni, Sara Bergamelli ed Elena Ferazzini, con il supporto di colleghe e colleghi, tra cui in particolare la prof.ssa Chiara Zanchi dell’Università degli Studi di Pavia.

Il questionario ha l’obiettivo di delineare il profilo della comunità dei parlanti, rilevare gli ambiti d’uso del bergamasco, raccogliere informazioni sulle competenze dichiarate e analizzare gli atteggiamenti verso il dialetto.

Questionario 1: il campione degli informanti

Unendo i 419 questionari già analizzati con 150 nuove risposte utilizzabili, il campione comprende ora 569 informanti. Le nuove risposte sono state raccolte tra il 2025 e il 2026 e sono state controllate secondo il criterio territoriale adottato per questa integrazione.

569informanti complessivi
419 + 150questionari già analizzati e nuovi
18–90anni nel campione precedente
2025–26periodo complessivo della rilevazione

Livello di istruzione

Il campione è composto soprattutto da persone con diploma o laurea.

Età degli informanti

Il campione precedente era particolarmente giovane; le nuove risposte ampliano la presenza delle generazioni adulte.

Fasce aggregate per rendere il grafico più leggibile; i valori derivano dall’anno di nascita dichiarato.

Un campione da leggere con cautela

La partecipazione non è statisticamente bilanciata: studenti e persone con istruzione medio-alta sono probabilmente sovrarappresentati. I grafici descrivono quindi tendenze del campione, non l’intera popolazione bergamasca.

I conteggi sono calcolati sulle 569 risposte integrate.

Lingua madre dichiarata

La grande maggioranza degli informanti indica l’italiano; il bergamasco compare però anche come lingua madre esclusiva o condivisa con l’italiano.

Che cosa dichiarano gli informanti?

La lingua madre dichiarata non esaurisce la competenza né l’uso effettivo del dialetto: una persona può usare il bergamasco senza considerarlo la propria prima lingua.

Competenze dichiarate

La lettura è molto più diffusa della scrittura: il dato suggerisce che il bergamasco è soprattutto una competenza orale e ricettiva.

Leggere in bergamasco

Scrivere in bergamasco

Dove si usa il bergamasco

Il bergamasco emerge soprattutto nelle relazioni familiari e nei contesti locali. Le risposte ammettevano più opzioni: i valori indicano quindi il numero di informanti che hanno selezionato ciascun interlocutore.

Sono mantenute le principali categorie dei domini comunicativi. I dati rappresentano risposte selezionabili in più categorie, non una graduatoria esclusiva.

Come viene percepito

Le risposte descrivono il bergamasco attraverso valutazioni diverse, che riguardano sia la sua percepita difficoltà sia il suo valore culturale, identitario ed espressivo.

DifficileDuroGrezzoDivertenteInteressanteEspressivo

Questionario 2: Approfondimento sulla Valle Imagna

Il questionario è stato utilizzato anche per un approfondimento dedicato alla Valle Imagna, presentato nella tesi di Chiara Donadoni. Questo campione viene mantenuto separato dal quadro provinciale, perché costituisce un approfondimento territoriale distinto.

277partecipanti all’approfondimento
243residenti in Valle Imagna
64,3%donne
35,7%uomini

Lingua madre dichiarata

Italiano92%
Bergamasco5%
Italiano e bergamasco3%

Trasmissione e uso

Appreso in famiglia o parlando98,2%
Parla ancora dialetto con qualcuno86%
Non lo parla con nessuno14%

La varietà viene chiamata soprattutto bergamasco, bergamasc o bergamasch (94%). Sono documentate anche denominazioni territoriali come valdimagnino e costese, che mostrano la percezione di una specificità locale.

Come leggere questi risultati. Il campione non è statisticamente bilanciato: la partecipazione degli studenti universitari produce una sovrarappresentazione della fascia più giovane, del genere femminile e dei livelli di istruzione medio-alti. I dati indicano quindi tendenze sociolinguistiche e non costituiscono una fotografia completa dell’intera popolazione.

I luoghi dei questionari

Una prima visualizzazione territoriale dei luoghi coinvolti nella rilevazione. I colori distinguono le principali valli e aree bergamasche; la posizione dei punti è indicativa e serve a leggere la distribuzione generale del campione.

Valle ImagnaValle BrembanaValle SerianaValle Cavallina e Val CalepioPianura bergamascaArea urbana e Isola

Come si apprende il bergamasco

Le risposte mostrano soprattutto una trasmissione informale: il bergamasco si apprende in famiglia e attraverso la conversazione quotidiana. Le risposte potevano comprendere più opzioni, quindi i valori non devono essere sommati.

Dato di riferimento. La rilevazione generale comprende 569 informanti. La mappa offre per ora una lettura territoriale orientativa per valli; il conteggio puntuale degli informanti per singolo comune verrà aggiunto quando sarà completata la normalizzazione dei luoghi dichiarati.

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Voci e radici: verso un corpus orale di bergamasco

Riassunto

Il contributo illustra le fasi di realizzazione del progetto DiaBerg, che ha per obiettivo la creazione di un corpus (anche) orale di bergamasco, per la preservazione del patrimonio linguistico immateriale. Lo studio mostra i risultati ottenuti attraverso la somministrazione di questionari sociolinguistici, volti a delineare il profilo della comunità di parlanti e a identificare gli atteggiamenti socioculturali verso il dialetto. Dall’altro lato, si presentano le risorse linguistiche che costituiscono il corpus: trascrizioni di interviste semistrutturate (2025) e di narrazioni di fiabe (1978–1980). L’indagine descrive l’elaborazione computazionale automatica e semiautomatica condotta, evidenziando le diverse sfide connesse al trattamento di dati orali di una varietà non standard. I due campioni costituiscono una solida base di dati per lo studio di variazioni nella struttura e nell’uso del dialetto, fornendo spunti per analisi di natura linguistica, sociolinguistica, antropologica e sociale.

Parole chiave: interviste semistrutturate, questionari sociolinguistici, tradizione culturale orale

Abstract

This contribution outlines the stages involved in the development of the DiaBerg project, whose aim is to create a (partly) spoken corpus of the Bergamasque dialect in order to preserve intangible linguistic heritage. The study presents the results obtained through sociolinguistic questionnaires designed to profile the speech community and to identify sociocultural attitudes toward the dialect. The paper also describes the linguistic resources that make up the corpus: transcriptions of semi-structured interviews (2025) and recordings of folktale narratives (1978–1980). The paper illustrates the automatic and semi-automatic computational processing carried out on these materials, highlighting the various challenges associated with the treatment of spoken data of a non-standard variety. Together, the two samples compose a database for investigating variation in the structure and use of the dialect, providing insights for linguistic, sociolinguistic, anthropological, and social analyses.

Keywords: semi-structured interviews, sociolinguistic questionnaires, oral cultural tradition